Nell’ormai lontano 2006 arrivava nelle sale cinematografiche Il diavolo veste Prada. Il film racconta la storia di Andrea Sachs, aspirante giornalista che, grazie al suo eccellente curriculum, riesce a ottenere il posto da assistente di Miranda Priestly, cinica direttrice di una nota rivista di moda (interpretata da un’iconica Meryl Streep). A partire da quel momento, per Andrea comincia l’inferno: pretese irragionevoli, manipolazione psicologica, umiliazioni pubbliche… Insomma, quello che oggi, con una sola parola, definiremmo mobbing. Alla giovane protagonista non viene mai in mente, nel film, di rivolgersi a un avvocato, ma siamo pronti a scommettere che, oggi, qualunque lavoratore lo farebbe. In questi vent’anni, infatti, la società è cambiata e le persone sono molto più consapevoli dei propri diritti. A questa presa di coscienza ha contribuito, senza dubbio, la digitalizzazione delle informazioni, anche di quelle relative all’ambito legale. La rete permette a chiunque, infatti, di informarsi riguardo ai propri diritti e di capire se qualcuno li sta violando. Il web pullula di articoli e consulenze gratuite che promettono di fornire soluzioni rapide a dubbi o problemi di natura legale.
Un mare di informazioni
Solo su uno dei tantissimi siti che, in Italia, offrono servizi di questo genere, sono stati pubblicati, a partire dalle domande più frequenti degli utenti, più di 66.000 articoli sotto forma di domanda e risposta, solo nell’arco temporale che va dal 2015 al 2023. I numeri, tuttavia, crescono vertiginosamente se consideriamo i social, i forum e le piattaforme di condivisione video, oltre che, naturalmente, anche tutti gli altri siti web a tema legale. L’enorme mole di materiale, tuttavia, è sempre stata un problema non soltanto per i cittadini comuni, ma anche per gli addetti ai lavori. I più lungimiranti di questi hanno visto nelle nuove tecnologie un’opportunità: alcuni professionisti del settore, infatti, si stanno già affidando a software, assistenti virtuali e AI generativa per velocizzare le ricerche e, addirittura, scrivere bozze di pareri legali. Tuttavia, c’è anche chi, tra gli avvocati, vede l’AI come una minaccia e teme che gli porterà via il lavoro. A pensarla così sono soprattutto “quelli che non l’hanno mai provata e, nella migliore della ipotesi, credono si tratti di una banca dati”. A dirlo è Marco Martorana, avvocato che, da anni, si occupa del rapporto tra legge e nuove tecnologie. Per Martorana l’utilizzo dell’AI e dei Large Language Model (LLM) costituisce, in uno studio legale, una risorsa a supporto del lavoro ed è una competenza sempre più richiesta.
Ma se l’AI generativa può supportare il lavoro dell’avvocato, è troppo ambizioso credere che possa essere uno strumento utile anche per i cittadini comuni che hanno dubbi legali? Per rispondere a questa domanda è necessario, innanzitutto, esplorare i dati che abbiamo a disposizione per capire, effettivamente, quali esigenze hanno i cittadini comuni che interrogano il web su temi di tipo legale.
I DUBBI LEGALI DEGLI ITALIANI: UN’ANALISI PER TOPIC
Volendo fare un’analisi per topic, dei 66.000 articoli sopracitati, vengono fuori i temi più diversi: si va dai dubbi relativi alle questioni finanziarie (pagamenti e debiti, in particolare), fino ad arrivare a tematiche più strettamente legate alla quotidianità, alla famiglia e, naturalmente ai rapporti di lavoro. Sono, quindi, con ogni evidenza, le preoccupazioni legate alla vita di tutti i giorni a interessare maggiormente gli utenti, ma non manca la curiosità verso reati penali, da quelli di piccola entità a quelli più gravi come l’omicidio. I risultati trovano riscontro anche in relazione ad alcune statistiche dell’ISTAT che evidenziano come, tra i motivi principali che portano gli italiani in tribunale, spicchino proprio quelli legati ai rapporti di famiglia o di lavoro ma anche a contenziosi di natura finanziaria.
L'andamento temporale
Risultati interessanti sono emersi anche dall’analisi temporale degli articoli presenti nel dataset. Se analizziamo i nostri dati, infatti, notiamo che il numero di articoli pubblicati sul sito preso in esame comincia a salire a partire dal 2015, con un primo picco tra il 2017 e il 2018 ( periodo in cui l’attività di pubblicazione del sito ha visto un incremento molto forte). Va sottolineato, poi, che l’andamento della curva si mantiene più o meno costante a partire dai primi mesi del 2020, periodo in cui è scoppiata l’epidemia di covid, evento che ha modificato radicalmente le abitudini degli italiani per quanto riguarda l’utilizzo della tecnologia.
Dei 7 topic individuati, quello relativo a diritto e vita quotidiana subisce una forte impennata proprio in concomitanza della pandemia, probabilmente perché le preoccupazioni legate a questo genere di questioni si sono intensificate nel periodo del covid. Le problematiche di ordine economico o relative alla famiglia e al lavoro, invece, sono sempre presenti in modo abbastanza stabile, così come quelle a tema penale.
Topics Pills
Diritto e Quotidianità
Originale
Carte di credito, carte d’identità, carte, carte, carte… e un’infinità di documenti! A rendere complicata la vita degli italiani ci pensa la burocrazia. Qualsiasi tipo di attività ti venga in mente di fare, è tutto un abbondare di documenti da compilare, presentare e via discorrendo. Roba da finire in ospedale? Beh, anche lì, serve la documentazione medica, le dimissioni seguono determinati protocolli giuridici, per tornare al lavoro bisogna presentare il certificato… ed è così che riparte la giostra!
Famiglia, figli e divorzio
Originale
Nella grande famiglia italiana, non mancano mai le situazioni intricate. Tra i termini che spuntano fuori nelle discussioni legali ci sono fratelli, cugini e defunti, che rievocano questioni di eredità e patrimoni da spartire. Si parla di quote e donazioni, e subito viene in mente il tipico dibattito familiare su chi prende cosa. Ma non finisce qui. Tra coniugi, le parole chiave diventano spese, doveri e obblighi. Questi termini ci portano nel cuore delle separazioni e dei divorzi, dove ogni dettaglio, dal collocamento dei figli al ruolo del tutore, passa al vaglio del tribunale. Insomma, le vicende familiari sono un vero e proprio romanzo, con capitoli pieni di emozioni e colpi di scena, e un bel po’ di carta bollata!
Rapporti di Lavoro
Originale
La vita lavorativa degli italiani si concentra attorno alla realtà aziendale; mentre le aziende impartiscono le mansioni da svolgere sulla base di esigenze produttive, l’unica vera esigenza che preoccupa gli italiani è lo stipendio. La retribuzione mensile, si lega a questioni delicate come il numero di permessi retribuiti spettanti per l’assistenza domiciliare dei propri cari affetti da disabilità.
Reati
Originale
Gli italiani alla guida? campioni…di infrazioni! Se si tratta di reati, la maggior parte di questi fanno riferimento proprio al codice della strada; tra multe per eccesso di velocità (autovelox), mancate revisioni, pericoli di circolazione e via dicendo, non siamo proprio un esempio da seguire. La giustizia, per contro, vigila imponendo obblighi finalizzati a far rispettare le regole, prima che una condotta imprudente alla guida ponga gli estremi per un reato penale.
Agenzia delle entrate e fisco
Originale
Che rapporto hanno gli italiani col fisco? Discreto…siamo, infatti, abbastanza soliti rivolgerci all’Agenzia delle Entrate per questioni che vanno dalle spese di varia natura alla tutela del patrimonio, alla presentazione di domanda per l’accesso agli atti… Insomma, il codice di procedura fiscale è troppo complicato da navigare in autonomia, e quando si tratta di tasse o imposte corriamo dritti dall’avvocato! Anche qui, purtroppo, non mancano i furbi e tra debiti non pagati e violazioni, spesso scatta il reato, con tanto di sanzioni amministrative o, addirittura, penali.
L’AVVOCHAT: L’LLM A TEMA GIURIDICO PENSATO PER I CITTADINI COMUNI
La grande quantità di siti web divulgativi e l’apparizione, sui social, di quelli che potremmo definire veri e propri “avvocati influencer” sono una spia, dunque, del fatto che gli italiani si affidano effettivamente alla rete per risolvere dubbi di natura legale. L’enorme quantità di dati, tuttavia, può costituire, come abbiamo già avuto modo di accennare, un problema non da poco. E allora perché non dotare i comuni cittadini di uno strumento che possa aiutarli a reperire più velocemente l’informazione di cui hanno bisogno?

Il RAG è un sistema che converte documenti in vettori semantici (embedding) e li raccoglie in un database chiamato VECTOR DB. Quando viene posta una domanda legale, il sistema recupera le informazioni pertinenti dal VECTOR DB e le aggiunge alla domanda, permettendo ad Avvochat di generare risposte corrette e chiare in modo efficiente.
Nasce da qui l’idea di creare un LLM a tema legale, facilmente consultabile e alla portata di tutti: l’AvvoChat. Specializzato su un dominio di conoscenza giuridica, AvvoChat si avvale di un sistema di Retrieval-Augmented Generation (RAG) che garantisce l’affidabilità delle risposte generate. Come lo fa? Andando a recuperare, all’interno dei dati a disposizione dell’LLM, solo le informazioni effettivamente rilevanti, riducendo, così, il rischio di risposte sbagliate (quelle che vengono spesso definite “allucinazioni”). Il RAG, in altre parole, permette all’LLM di prendere in considerazione solo le informazioni davvero utili, riducendo di molto la quantità di dati da gestire per la generazione della risposta e arginando uno dei principali problemi dell’AI generativa, legato alla cosiddetta short term-memory (cioè la memoria a breve termine). Più elevata è, infatti, la quantità di dati da gestire, più la memoria dell’LLM farà fatica a ricordarli tutti. Questa tendenza alla dimenticanza è proprio una delle principali cause di allucinazione dei modelli linguistici generativi.
COME NASCE AVVOCHAT?
Per la creazione del modello siamo partiti con l’istruire un LLM già esistente (ANITA, modello sviluppato dall’Università di Bari) su un dataset composto dai 66.000 articoli a cui abbiamo già fatto riferimento e che, lo ricordiamo, sono scritti in un linguaggio colloquiale e non specialistico e, quindi, risultano facilmente comprensibili anche per chi non ha competenze legali. Abbiamo svolto, dunque, quella che viene definita un’operazione di fine-tuning. Siamo passati, poi, a una seconda fase di test, in cui abbiamo sottoposto all’AvvoChat e ad altri tre LLM (Mistral, ANITA , e Chat-GPT4) alcune domande a tema legale. Abbiamo chiesto, poi, ad un pull di avvocati di diversa provenienza, età e specializzazione, quale fosse la risposta più performante a livello di pertinenza, esattezza dell’ informazione, livello di sintesi e semplicità interpretativa.
COME SE L’È CAVATA L’AVVOCHAT?
Tutto sommato, l’AvvoChat, non se l’è cavata male. Ha ricevuto, infatti, pareri positivi per quanto riguarda la pertinenza della risposta. Buone anche l’esattezza e la sintesi, mentre la performance cala per quanto riguarda la semplicità del testo generato. Naturalmente, ça va sans dire, i risultati migliori sono stati quelli ottenuti con ChatGPT4. Tuttavia, le risposte dell’AvvoChat sembrano essere più convincenti, per gli avvocati, rispetto a quelle di ANITA. questo è, comunque, un risultato degno di nota ed è la prova del fatto che, partendo da un LLM relativamente leggero e maneggevole (ANITA ha “solo” 8 miliardi di parametri) e perfezionandolo con il RAG e un fine-tuning mirato, le performance ottenute possono essere un buon punto di partenza per eventuali sviluppi futuri. Insomma, come direbbe Neil Armstrong, “un piccolo passo per l’uomo e un grande passo per l’umanità”.
